Storie del bosco

La foresta incantata!!

La foresta incantata!!

C’era una volta in una foresta incantata degli alberi di frutti. La nebbia e il gelo aveva ornato di cristalli tutto intorno. Un bianco si stendeva in tutta la foresta.
Il Signore del Gelo passava su ogni ramo e su ogni stelo d’erba posandovi i suoi cristalli. Quando il sole brillava tutto si trasformava in luccichii come perle e diamanti messi alla luce.
In quella foresta vi era una collina e sotto di essa dormiva la Fata dei frutti. Un giorno vi era tanto sole ed i cristalli si stavano sciogliendo goccia a goccia ed il calore tenue che filtrava nella terra stava per risvegliare la Fata dei frutti.
Il Signore del gelo riprese a spargere neve e freddo tutto intorno. Passarono giorni e giorni di freddo. In quella foresta vi erano pure Gnomi e Folletti.
Lo Gnomo che dormiva nel tronco del fico fu svegliato dal freddo intenso e dagli ululati del vento e si arrabbiò perché il Signore del Gelo non cessava la sua morsa.
Lo Gnomo scese all’interno del tronco e seguendo un cunicolo che correva sotto terra seguendo le radici dell’albero arrivò all’interno della collina della Fata dei frutti.
Era una piccola sala dove su un giaciglio stava distesa la fata con il suo bel vestito lungo di veli verdini e tanti frutti dipinti su esso ma la tenue luce che vi era faceva sembrare il vestito quasi di un grigio e i frutti dipinti e ricamati erano pallidi e smorti.
Lo Gnomo iniziò a cantare ed a suonare la sua Arpa. Cantò delle bellissime melodie, e con le sue mani che volavano come una farfalla da una corda all’altra accompagnava la sua voce. La melodia era così bella che faceva sciogliere anche i cuori più duri. Continuò a cantare finche la Fata dei frutti si sveglio. Grazie della tua bellissima melodia; ma perché mi svegli? Disse la fata!
Lo Gnomo inchinandosi disse: “Cara Fata dei frutti sono giorni e giorni che continua a scorrere per la foresta freddo e ghiaccio; e pure nel mio tronco di fico il gelo arriva, e se così continua tutta la foresta gelerà fino al midollo, e quando arriverai tu sarà troppo tardi perché gli alberi saranno morti per il freddo”.
La fata uscì dalla sua collina e facendosi trasportare dal vento passò nella foresta portando il suo tepore trai rami degli alberi che erano rimasti dormienti in tutto l’inverno e man mano la linfa riprese a scorrere e le gemme si aprirono ed i fiori sbocciarono , la vita aveva ripreso a scorrere e a poco a poco la foresta si risvegliò completamente.

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