Storie del bosco

Arturo Lampone Sicuro

Arturo Lampone Sicuro

C’era una volta, in un epoca lontana un castello nascosto dietro a una collina, vicino al quale sorgeva una piccola casetta abitata da una famiglia di lamponi. La famiglia era formata da madre, padre e tre figli tutti molto responsabili e obbedienti , che lavoravano al servizio dei sovrani da castello. Il minore dei tre figli era Arturo,un lampone sicuro,intelligente e coraggioso che si impegnava a risolvere tutti problemi del castello. Un giorno però Arturo sentì il bisogno di riposarsi perché lavorava troppo e non si dava mai neanche un attimo di pace. Si recò, quindi, in paese per incontrare il saggio, un saccente mirtillo famoso per la sua bravura ad ascoltare chi aveva problemi e trovare soluzioni. Il saggio disse ad Arturo:
“Tu da solo volevi lavorare
e vieni a chiedermi se ti posso aiutare ,
lavori troppo e fermo non stai
e arrogante diventerai.
Io ho la soluzione ma dovrai viaggiare,
perché l’erba del sorriso dovrai trovare
e l’acqua della sorgente perduta dovrai conquistare”.

Ma l’acqua della sorgente perduta e l’erba del sorriso erano molto difficile da trovare e il viaggio sarebbe stato lungo, quindi Arturo decise di partire subito: salutò i familiari e si mise in cammino.
Cammina, cammina iniziò a canticchiare: “ Come son contento, non sono più in quel regno; come son contento non ho più un tormento.” Così arrivò nei pressi di una raduna in mezzo alla foresta e dato che stava scendendo la sera decise di passare la notte in una grotta che si trovava lì vicino. Il mattino seguente, al risveglio, vide un grosso limone di nome Simone che lo minacciò di volere usare la sua intelligenza per azioni malvagie, Simone voleva anche prendere il posto di Arturo al castello, così dopo aver guadagnato la fiducia dei sovrani si sarebbe impossessato del Regno, fingendosi un eroe agli occhi del popolo. I due si misero a litigare e ingaggiarono una pesante lotta, alla fine Simone il limone diede ad Arturo tre giorni di tempo per decidere di offrire la sua intelligenza oppure lo avrebbe trasformato in una quercia. Arturo dissentì e quindi Simone con un potente incantesimo lo trasformò in una Quercia. Dopo un po’ passò di lì una fata che, avendo assistito alla lotta decise di aiutare Arturo e quando Simone si fu allontanato spezzò l’incantesimo e Arturo tornò ad essere un lampone. La fata stava ripetendo fra sé e sé : ”Devo andare a prendere l’erba del sorriso nella valle della felicità.” Così Arturo le chiese dove fosse la valle della felicità, lei li diede le indicazioni: “ Fai milletrentuno passi verso nord e poi fai tre giri su te stesso, si aprirà un passaggio che ti porterà all’erba! Quando sarai in pericolo spargi questa polvere ed io arriverò in tuo aiuto.” E gli consegnò un sacchettino contenente una polvere argentata. Quindi Arturo si diresse verso nord fino ad arrivare alla valle, girò su se stesso tre volte e si aprì il passaggio. Li incontrò due more :Melissa e Violetta, alle quali chiese dove fosse l’erba del sorriso, loro gli risposero di cercare un’erba Viola che quando viene sfiorata si mette a ridere e fa il solletico.
Allontanatosi dalle more Arturo vide che c’erano dei piccoli gnomi sorridenti che erano a guardia di una radura, gli gnometti chiesero al lampone cosa volesse e chi fosse, Arturo si presentò e spiegò cosa cercava. Gli gnomi risposero:
“Se l’erba vuoi avere
la soluzione devi trovare,
uno e un solo indovinello ti porremo
ed entro domani la soluzione vorremo!
Chi ha più bisogno dell’erba del sorriso?”
Fu molto difficile, ma il giorno dopo Arturo aveva la soluzione e disse agli gnomi:
“Non solo io dell’erba ho bisogno
ma ogni bambino che non ha un sogno,
che non sorride, che è malato
con l’erba una speranza avrà trovato!”
La risposta era corretta e gli gnomi condussero Arturo all'erba, lui la prese e la posò nel suo zaino: ora mancava solo l’acqua della sorgente perduta.
Gli gnomi indicarono ad Arturo l’est, lui si incamminò e dopo varie ore di cammino, giunse nei pressi di un monte molto alto.
Non sapeva cosa fare e ricordatosi le parole della fata prese il sacchettino e sparse la polvere subito lei si presentò. Purtroppo la fatina non conosceva la sorgente perduta ma gli suggerì di scalare la montagna .
Quindi Arturo iniziò a scalare il monte e dopo tanta fatica arrivò in cima e vide uno spettacolo che gli tolse il fiato era un’immensa sorgente luccicante, c’era un cartello con scritto:
“Se della sorgente perduta l’acqua vorrai
qui la troverai ,
ma attento a quanta ne prenderai:
poca o a mani vuote te ne andrai!”
Prese un po’ d’acqua, che unita con l’erba del sorriso formò come per magia una bevanda che Arturo non aveva mai visto, comunque era sicuro di ciò che aveva fatto e bevve l’infuso; si sentì subito felice e pieno di energia : aveva finalmente portato a termine la sua missione!
Così, pieno di euforia, Arturo tornò velocemente al villaggio, dove tutti lo accolsero, il giorno seguente ricominciò il lavoro di tutti i giorni al castello senza però stancarsi perché il sovrano del regno lo promossero consigliere, così tutti vissero felici e contenti tranne Simone il limone che dalla rabbia iniziò a girare su se stesso e a spremersi, gira che ti rigira e sprizza che ti risprizza perse tutto il succo e diventò un vecchio limone rinsecchito.
“Chi non si accontenta di essere se stesso rimarrà sempre deluso”.

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Giulia

• il 01 marzo 2016

Complimenti!


Simona

• il 29 febbraio 2016

Storia magnifica! Questa storia deve vincere il primo premio, è bellissima!


Genni

• il 29 febbraio 2016

Bravi i mie fragolini ! Arturo ci insegna che la condivisione rende più leggero il lavoro e dà sempre frutti più copiosi.Viva la prima C !


Valeria Lippa

• il 29 febbraio 2016

Devi essere sempre te stessa tesoro, come il protagonista della tua bellissima favola!


Piero Camillo

• il 29 febbraio 2016

Bella bravi fragolini !!!!!!!!!


Massimo Prandi

• il 29 febbraio 2016

Brava Cris ???? mi è piaciuta moltissimo ??


serepopi

• il 29 febbraio 2016

Cristiana è meravigliosa. La tua tenacia ti contraddistingue sempre!


capitano

• il 29 febbraio 2016

Martina, la tua penna è magica...forza 1' C


ZiaChiara

• il 28 febbraio 2016

Wow che bella storia..brave!!!bravissima Nicla!!!


Salamaleccu

• il 28 febbraio 2016

Complimenti ragazze, bellissima storia. Brave!!


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